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In questo libro si analizzail concetto di "RELAZIONE", che svolge un ruolo fondamentale nell'opera di Severino. Tale concetto viene interpretato, nella maggior parte dei casi, come due termini e un nesso che li vincola. In alcuni casi, tuttavia, Severino mostra di intendere la relazione come "ATTO", e cioè come l'atto del riferirsi dei termini l'uno all'altro. L'autore propone una sua ipotesi, ritenendo che le due interpretazioni non possano coesistere, e che la prima si risolva nel configurare una struttura contraddittoria.

Indice libro

 

In questo lavoro si riflette sul tema della verità oggettiva.

L’intento è quello di ragionare sulla reale  possibilità giungere alla verità oggettiva o non invece sempre e solo ad una realtà soggettiva.  Siamo animati dall’intenzione di cogliere la realtà autentica, quindi oggettiva, ma non possiamo evitare di dare alla nostra ricerca una forma determinata, soggettiva, che inevitabilmente condiziona quella realtà, che invece per essere oggettiva, è richiesta come emergente oltre ogni condizionamento. Come scrive Tomaso D’Aquino: il soggetto modella la realtà per recepirla. Quindi la domanda più precisa a cui tentiamo di rispondere è: come conciliare l’oggettività del reale, richiesta come fondamento autentico del processo conoscitivo, con la possibilità di entrare soggettivamente in un qualche rapporto con essa?

La fisica dei quanti a ns parere si misura proprio con questo problema che non riguarda solo l’ambito scientifico ma affronta il tema filosofico del rapporto con la realtà.

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Uno studio dell’Università del Michigan svolto su circa 14 mila studenti universitari ha evidenziato come i ragazzi di oggi hanno circa il 40% di empatia in meno rispetto agli universitari degli anni ’80 e ’90, con un considerevole aumento di disturbi mentali e depressione.

Questo potrebbe dipende dal fatto che la società è diventata molto più narcisistica di quanto non lo fosse 30 anni fa, l’essere umano si è adeguato alle esigenze della realtà economica e finanziaria della ns epoca, si è lasciato modificare, manipolare , deresponsabilizzare , per poter far fronte a questa nuova struttura sociale che non richiede valori, coscienza, ideali, alleanze, ma solo di essere visti, di piacere ed essere ammirati. Anche le relazioni sono cambiate ,ora sono basate sulla competizione, sulla diffidenza, sull’egoismo, perché ci viene  richiesto di essere tutti imprenditori di noi stessi, in competizione con gli altri, per allargare la ns fetta di mercato. Questa modalità non è praticata solo sul lavoro, è diventata un’abitudine che ci portiamo in tutti i settori della vita. Le nostre parti narcisistiche, che sono state coltivate (dalla famiglia, dalla scuola, dalla società) contro gli altri , per prevaricarli , a favore della ns immagine, del ns ego, non sono disposte a venire a patti con nessuno, se non con la nostra coscienza. Con questa si! Infatti non ci si interroga sulla preparazione personale, se si è veramente all’altezza del ruolo che si vuole ricoprire, se corrisponde veramente al nostro talento , se è proprio ciò che noi vogliamo o se è piuttosto quello che la società di indica di volere….e poi non importa il modo in cui ci arriviamo : a qualsiasi costo, con qualsiasi mezzo, a scapito di chiunque pur di potersi  finalmente fare un selfie che ritrae il nostro ego in tutto il suo triste splendore….

La passione è ciò che muove l’universo ed è questo sentimento che va ascoltato e compreso, se si vuole essere felici, quando si inizia a costruire la propria vitai. I giovani quando pensano al proprio futuro dovrebbero partire dal chiedersi: “cosa mi piace fare? cosa mi entusiasma, cosa non mi fa sentire la fatica anche se mi impegna per ore e ore?" E decidere che quello è proprio ciò che vorranno fare nella vita! Sarà allora non solo un lavoro, ma qualcosa che li appassionerà durante tutto il tempo in cui saranno occupati e in questo modo sarà come non lavorare mai, perché staranno soprattutto esprimendo il loro talento!

La paternità del termine “Posturologia” è da attribuirsi a Pierre-Marie Gagey, per indicare dei pazienti affetti da Sindrome Vertiginosa post commozionale, ma in realtà postura e Posturologia sono nozioni vecchie come l’uomo.